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Diario
26 febbraio 2009
Frodo is the right way for me too
Come fai a raccogliere le fila di una
vecchia vita?
Come fai ad andare avanti, quando
nel tuo cuore...
cominci a capire che non si torna
indietro?
Ci sono cose che il tempo non può
accomodare, ferite talmente
profonde che lasciano un segno...

| inviato da unavoce il 26/2/2009 alle 7:28 | |
11 dicembre 2008
8 Dicembre
 La solenne festività della Vergine Immacolata è particolarmente onorata dal popolo romano che, ogni anno, per l’intera giornata dell’8 dicembre, si reca ininterrottamente a renderLe omaggio, anche insieme al Santo Padre e Vescovo di Roma, ai piedi della statua a Lei dedicata, in Piazza di Spagna. Non tutti sanno però che i primi ad iniziare questa devota pia pratica devozionale mariana sono stati proprio i Frères, gli Alunni del San Giuseppe che nel 1885 aveva aperto i battenti proprio sulla famosa Piazza che, più tardi, D’Annunzio definirà “Piazza di Spagna, un luminoso tepidario cattolico, protetto dalla Madonna” Guardando la bella statua della Vergine incoronata tornano alla mente proprio i versi dannunziani:
“In sua gloria la Madonna sorridendo benedice di su l’agile colonna lo spettacolo felice.”
Sono passati 122 anni da quel lontano inizio “sangiuseppino” e noi, eredi di tanta gloriosa tradizione, volentieri raccogliamo il testimone di questa ideale staffetta per rendere onore alla Vergine Immacolata.
 
Un vigile del fuoco depone la corona di fiori sulla statua dell’Immacolata Concezione di piazza di Spagna, a Roma, in occasione della festività dell’8 dicembre. La Colonna dell'Immacolata Concezione, che Pio IX volle erigere nel 1857 a memoria del dogma dell'Immacolata Concezione, definito tre anni prima. L'opera è dell'architetto Luigi Poletti, che progettò un monumento complesso: un grande basamento in marmi policromi, movimentato da scalini, sedili, quattro statue raffiguranti Mosè, David, Isaia ed Ezechiele, quattro bassorilievi raffiguranti La definizione del dogma, Il sogno di S.Giuseppe, l'Incoronazione di Maria in Cielo e l'Annunciazione; la colonna di cipollino rosso, alta più di 11 metri. Nel 1777 infine, una statua gigantesca della Vergine Immacolata, in lega più di ottone che di bronzo. Il tutto è alto più di 29 metri e fu pronto due anni dopo la proclamazione del dogma, l'inaugurazione ufficiale avvenne l'8 dicembre 1857... 
| inviato da unavoce il 11/12/2008 alle 7:38 | |
27 novembre 2008
“Essere ... il Niente … nel Nulla” ...
Un orfano dolcemente accovacciato nel seno del Padre

IL FRASTUONO DELLA CROCE, L’ESPLOSIVO SILENZIO DEL PADRE
Proviamo ad immaginare, nell’orto del Getsemani, Gesù che ascolta suo Padre:
“Anche se una madre abbandonasse il proprio figlio, lo non ti abbandonerò mai......, ma ora, più di prima, ti chiedo l’immane sacrificio di bere, al momento della morte, ... “il calice della solitudine” ... … sarai solo, non avrai più nulla, non potrai più nulla, non saprai più nulla ... ..sarai orfano in tutti i sensi, ... sarai … “Niente”. Varcherai sia gli Inferi della morte che il “Nulla” del peccato ... … sperimenterai cosa significa “Essere ... il Niente … nel Nulla” ... … patirai gli orrori del “Non-Essere”, … assaporerai il fiele del peccato e della morte ... … tu stesso “sarai peccato” … sarai ciò che “Non-sei” … sarai “Il Solo”. Mi esproprierò della mia paternità nei tuoi confronti ... … sperimenterai gli orrori estremi della solitudine e dell’abbandono più totale ... … saprai cosa significa essere scaraventati fuori dal paradiso. La tragica esperienza di Adamo ed Eva non è stata nulla di fronte a ciò che sarà la tua … … vivrai una realtà assurda e incomunicabile, avrai sete di Me, della mia paternità. Questa mostruosa solitudine ti permetterà di andare oltre il limite massimo raggiungibile dal più grande peccatore di tutti i tempi che, se vorrà, potrà essere salvato, poiché nella sua situazione di morte avrà di fronte a sé Te, che sei la Vita anche lì ... Nel suo “Essere lontano da Dio”, il peccatore è orfano, é niente, è nulla. Tu sarai nella sua stessa condizione: un “Orfano”, un “Niente”, un “Nulla” … … da lui verrai accolto … e, adottandoti, da Te verrà adottato … … con Te ritornerà ad accovacciarsi nel mio Seno, rinascerà. In tutto questo, però, ricordati che Io, che “Sono Colui che Sono”, non ci sarò. Il mio “Non-Essere-Padre” permetterà a Te di “Essere-Bambino”... permetterà a Te di “Essere-Figlio-Orfano”. Con la tua morte, la Morte e il Peccato crederanno di affrontare Me e non Te … … attenderanno un padre che desidererà vendicare la morte del proprio figlio… … mai si aspetteranno di vedere un bambino e per di più orfano. Il mio silenzio sulla croce li confonderà. Le loro grandi difese, studiate per Me che sono l’Onnipotente, hanno piccole crepe che permetteranno alla tua anima bambina di varcarle... … entrerai nel cuore del loro odio come un bambino indifeso e li priverai del loro pungiglione... … attenderanno un Dio Grande e Terribile, sperimenteranno invece la dolcezza di un “Dio-Orfano”... … non sapranno come reagire. Nel tuo “Essere-Bambino-Orfano” sperimenterai il mio “Non-Essere-Padre”... … la mia “Assenza” ti farà “Presenza”, la mia “Tenebra” ti farà “Luce”, il mio “Tacere” ti farà “Urlare”. Dopo di ché la tua anima bambina riposerà dolcemente sulla croce... … sarai come un orfano accovacciato nel seno di sua madre... … con Amore, rinascerai … risorgerai...
“Padre, se vuoi, allontana da me questo calice, ma sia fatta la tua e non la mia volontà”
Sembrerà strano a dirsi, ma con l’abbandono del Figlio al momento della morte, il Padre sembra essere andato, in modo splendido, “aldilà delle proprie possibilità”. Con la Resurrezione del corpo di Cristo, l’umanità “nel suo stato materiale”, fa’ ormai parte dell’Amore Trinitario “nel suo stato spirituale”... … lo Spirito Santo dimora nel corpo umano, … l’umanità dimora nello Spirito Divino.
Se Dio Padre non si fosse espropriato della sua paternità nei confronti del Figlio...… se il Figlio non avesse obbedito al Padre, tra Loro non ci sarebbe mai stato un Amore così Vergine... … capace di stupire per l’eternità … noi e Dio stesso!
Dio Padre pur essendo per natura Onnipotente, non considerò un tesoro geloso la sua paternità, ma spogliò se stesso facendo assumere a suo Figlio Crocifisso la condizione di orfano il quale, apparso negli inferi come un bambino, umiliò la morte e il peccato ... per questo, anche il più grande peccatore può essere salvato, sia passato, presente che futuro proclamando nell’Amore che Dio è … Padre ...
| inviato da unavoce il 27/11/2008 alle 10:24 | |
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